domenica 5 settembre 2010

Il signor B.

Il signor B. sentiva di avere il diritto di pretendere molto dal Cielo, come lo sentivano tutti quelli che erano piccini, poco intelligenti, frustrati e ignobili di nascita. In molti erano i piccini, altrettanti i poco intelligenti, una moltitudine i frustrati che non riuscivano a sovrastare gli ignobili, ma nessuno di costoro riassumeva in sé tutte queste limitazioni moltiplicate per sé stesse. Tranne il signor B.
Il tempo B. lo consumava, ordendo piani mostruosi, per comprarsi il mondo che aveva la disgrazia di stare attorno a lui, un mondo che era in vendita.
Cominciò a delinquere: aiutato dai soldi di suo padre cominciò a comprare case, rivendendole attraverso speculazioni da squalo cieco. Aprì un'impresa edile che divennero molte attraverso il riciclaggio di fondi mafiosi. Costruì interi quartieri imbrogliando vittime di altre tragedie famigliari, acquistò mezzi uomini che volevano trasformare le loro vite in mezze vite, comprò amori stracciandoli, assaporò la pelle di molti politici fino a diventare un politico e poi un capo. Alla gente piaceva perché era come la gente a cui piaceva, alla mafia non piaceva perché era come loro e ai politici disonesti piaceva perché era quasi peggiore di loro. Oggi i suoi desideri hanno le tasche piene a causa del suo assicurare di non aver mai messo le mani in tasca, né nelle sue e neppure in quelle d'altri, ma non ha smesso di desiderare. Persino la sua altezza è aumentata e ora si sente più vicino al Cielo, così da potergli chiedere di più.
Il signor B. sta mostrando, senza saperlo, che quando il Cielo accontenta chi chiede solo per sé, lo fa per poterlo usare a monito mentre gli concede la libertà di essere malvagio.

1 commento:

  1. Immagino che ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti "non" sia puramente casuale :-)

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