mercoledì 27 maggio 2015

Differenza tra l'essere al di sopra del dubbio e il non avere dubbi...

La vera Intelligenza, quella che non è una stupidità a bassa o elevata concentrazione, non è mai individuale, a causa della sua capacità di conoscere attraverso l'assoluta consapevolezza dei princìpi appartenenti a un ordine che è universale perché applicabile, senza alcuna contraddizione, all'intero universo. Per questo la vera Intelligenza è detta dover essere universale. All'intelligenza individuale è concesso esclusivamente il poter tradurre le verità viste attraverso l'Intelligenza universale, e il prezzo che l'individuo dovrà pagare sarà la rinuncia a ogni tentativo di sostituire la Verità, vista al di sopra del dubbio, con le ipotesi fasulle, caratteristiche di tutte le intelligenze individuali.
Anche qui, inevitabilmente i due estremi sono tra loro speculari, perché l'essere al di sopra del dubbio, per l'Intelligenza universale che è consapevole dei princìpi universali, corrisponde all'immagine invertita data dal non avere dubbi della stupidità individuale che ne ignora l'esistenza.

Incredibile!

È incredibile come la stupidità sia favorita dal "tutto sta andando da dio" e l'intelligenza dal "peggio di così non poteva andare"...

La vittoria della Libertà

A nessuno piacciono i vincenti, perché l'ordine generale del cosmo è stabilito da leggi che non contemplano la vittoria o la sconfitta come dovessero essere definitive. Non lo prevedono perché vittoria e sconfitta sono funzionali a un fine che è superiore al loro contrasto, dovendo quel fine ricomporre la lotta per l'esistenza mediando le opposizioni, al fine di ridurle alla stessa unità primigenia dalla quale quelle stesse opposizioni sono state generate. La Libertà successiva alla Consapevolezza spirituale è frutto certamente di una vittoria, ma è una vittoria contro i propri limiti, mai contro quelli altrui.

Mai paragonarsi


Non bisognerebbe mai paragonarsi agli altri, perché se fossero peggiori li si detesterebbe per la loro inferiorità, mentre se fossero migliori... li si odierebbe per la loro superiorità.

martedì 26 maggio 2015

Saper rinunciare

Possiamo scegliere perché ci è stata consegnata, insieme alla vita, la libertà di farlo. Dalla qualità di quella scelta il bene e il male nascono, ma l'Intelligenza universale che governa l'universo rifiutando il trono è Libertà assoluta che tutto può tranne che contraddirsi, ed è per questo che ci lascia liberi di decidere chi essere. Le leggi emanate dal Mistero assoluto non possono mai contraddirsi tra loro, perché tutte nascono dalla stessa unità. È la libertà di cui tutti gli esseri godono che crea contraddizioni, e le crea perché è attraverso di queste che si impara a conoscere le differenze che separano l'intelligenza dalla stupidità. Intelligenza che sa di essere stupida, e stupidità che crede di essere intelligente.
La libertà ci è stata regalata per darci modo di riuscire a guadagnarcela, mantenendola intatta attraverso il sapervi rinunciare.

domenica 24 maggio 2015

L'esigenza dell'universo


L'esigenza imprescindibile di equilibrio è un mezzo e non il fine dell'universo. È un mezzo finalizzato all'acquisizione di conoscenza e consapevolezza, entrambe superiori all'equilibrio che ogni atto ricerca per poter essere in armonia con l'esistenza che dagli equilibri trae modo di mantenersi viva. Vita che è un mezzo per conoscere, e non il proprio fine dato dal solo sopravvivere. Inoltre un equilibrio perfetto non è realizzabile senza che la vita si fermi, perché essa procede nel suo costante modificarsi proprio grazie agli equilibri realizzati che migliorano il loro stato, oppure lo peggiorano. Tutto questo significa che, essendo il fine dell'esistenza la perfetta consapevolezza di sé, quella che darà modo all'essere di soddisfare la propria possibilità di essere libero, la realizzazione di equilibri, pur nella sua importanza, non supera la conoscenza di sé, e ne consegue che è questa conoscenza che può annullare i debiti contratti con le azioni compiute, incenerendo il karma accumulato vivendo. Se il dover soddisfare il karma fosse una necessità imprescindibile, il mondo sarebbe del tutto orientato alla riparazione dei danni fatti attraverso il fare nuovi e diversi altri danni. Solo la conoscenza perfetta può dare modo di non sbagliare più, ed è per questo che la vita le è sottomessa.

martedì 19 maggio 2015

L'obiettivo della propria esistenza.

L'Intelligenza che sta alla radice dell'universo ha causato questo casino perché la Perfezione assoluta determina necessariamente effetti che le sono inferiori, e poiché quella Intelligenza assoluta è perfetta... lo è anche nel causare sofferenze che convincano valga la pena di avere la perfezione come obiettivo della propria esistenza.

lunedì 18 maggio 2015

La sacralità della Libertà

Sono in molti a credere che il Fato sia scritto già, e lo pensano per un terribile equivoco: l'Assoluto Mistero è al di sopra della durata temporale essendone la causa, dunque per l'Assoluto tutto è nello stesso eterno istante, senza che questo comporti una successione logica o temporale. È ovvio che in quell'istante senza estensione né tempo tutto sia nell'eterno presente, ma essendo senza successione non può essere scritto. Nella realtà relativa, invece, tutto è in movimento perché la legge è quella che, insieme al muoversi del tutto, dà modo alla libertà di ognuno di modificare il divenire. Chi crede che il Fato sia già stato scritto confonde l'Assoluto col relativo e, così facendo, dà scarso valore alla cosa che ha più valore di ogni altra: la propria libertà di scegliere.

domenica 17 maggio 2015

Minacce cosmiche

"Tutto ciò che è non può cessare di essere, nel suo cambiare stato", e questo mi pare somigli molto a una minaccia. 
"L'Infinito, non avendo limiti, non ha alcuna necessità di ripetersi", e qui i dubbi svaniscono: era una minaccia a largo spettro... :D

venerdì 15 maggio 2015

Legami


C'è un legame che unisce tutte le realtà individuali esistenti all'interno dell'universo, dove ogni cosa che è non può cessare d'essere, nel suo trasmigrare in altre forme su piani diversi di espressione. Noi siamo molto più di quanto attualmente ci è concesso conoscere, e persino i prolungamenti delle nostre facoltà si estendono ben oltre la nostra capacità immaginativa. I legami che uniscono le persone appartengono alla memoria del mondo, e sono destinati a complicarsi o a risolversi in dipendenza della qualità delle ragioni che hanno stretto i loro nodi, o li hanno sciolti. A scioglierli è l'indifferenza, a stringerli è l'amore e l'amicizia e, purtroppo, anche l'odio.

giovedì 14 maggio 2015

Gli stronzi che si sa di essere

I miei brevi scritti sono rivolti alle intelligenze, perché non vogliono convincere ed è solo la stupidità che si lascia convincere. Essi sono rivolti all'intelligenza perché sono generati dalla consapevolezza dei princìpi di ordine universale, che non sono morali a causa dell'assenza in essi di sentimentalismi, o di ipotesi generate dalle diverse culture. I princìpi universali sono leggi fisse in rapporto al mutamento che ruota loro attorno. Il principio universale al quale tutto ciò che vibra e si muove è soggetto, nel suo obbligo di mutamento, non è sottomesso al cambiamento, perché se la legge che impone al tutto di cambiare cambiasse a propria volta la vita si fermerebbe. I princìpi universali non sono assoluti, perché l'Assoluto è unico mentre i princìpi sono molteplici, ma stanno, in rapporto alla centralità universale, al minor grado di relatività possibile, e cesseranno di essere quando il respiro del Mistero assoluto si troverà nella sua fase inspiratoria, nella quale la ciclicità esistenziale ritornerà, esaurito il suo ciclo temporale, nell'embrione di possibilità di essere contenuto dal Mistero assoluto. Mistero che è Perfezione assoluta, Libertà assoluta e Verità assoluta. Assolutezza che sta anche al centro di ognuno di noi, e alla quale si deve tendere nella ricerca attiva delle proprie possibilità di perfezione. Accettare se stessi per ciò che si è significa rifiutare la propria possibile perfezione, e insieme a questa decidere di restare gli stronzi che si sa di essere.

Il Mistero assoluto

L'accidia, che è pigrizia, è considerata essere un peccato capitale, ma quando essa è utile a non commettere atti egoistici, disonorevoli perché malvagi... è da considerarsi un dono del Cielo. Non c'è una sola cosa in questo universo, regno della relatività, che è a senso unico, perché ogni realtà ha un'altra realtà che le si oppone e le è, su un più alto livello di considerazione, anche complementare. Troppo affetto può soffocare, l'amore può diventare possessivo e negare se stesso, l'odio può trasformarsi in desiderio d'amore. Una cosa, però c'è, che non ha opponenti, essa sta al centro di ogni essere e non ha altre realtà che le si possano opporre, perché quella cosa è la causa di tutto e nessun effetto potrà mai contraddire la propria causa. Quella cosa è il Mistero assoluto, al quale dobbiamo la nostra esistenza. Quella cosa siamo noi stessi in Essenza. Quella cosa è unica e identica a se stessa in tutti. È Intelligenza silenziosa. È Verità assoluta che ci sorride e tace paziente; nulla la può toccare, nulla la può ferire perché non c'è nulla che sia al di fuori di essa. Il Mistero assoluto non ha un fuori da sé, se l'avesse... non sarebbe assoluto.

mercoledì 13 maggio 2015

Il posto centrale

Una delle cose più assurde dell'umanità è l'attribuzione di un'immagine mentale a ciò che immagine non può avere. Il Mistero assoluto, dal quale la realtà relativa che chiamiamo universo trae il proprio esserci, è chiamato dagli uomini in molti modi diversi tra loro, ma che hanno in comune il fatto di definire questo Mistero attraverso la negazione: 
Assoluto = non diviso in parti
Infinito = non sottomesso all'estensione
Eterno = non soggetto alla durata
Questo perché ogni tentativo di definirlo implicherebbe attribuzioni costituenti limiti che il Mistero non potrebbe avere, essendo la causa dei limiti impliciti all'esistenza.
Ogni causa, anche nelle realtà relativa, è necessariamente superiore ai propri effetti e da questi non può essere modificata. 
Ciò che in questa impossibilità di determinare l'Assoluto più si avvicina all'Assoluto è l'Intelligenza universale, causa delle intelligenze individuali.
L'Intelligenza universale è un punto centrale, privo di dimensione e forma, che illumina tutto l'esistente. In questo suo illuminare determina ombre, e l'ombra che si allunga dietro a un grano di polvere è assimilabile all'intelligenza individuale dell'uomo, la stessa che s'immagina di essere, per merito del caso, la cosa più elevata dell'universo, quella che crede a tutto, o non crede a niente, oppure crede un po' qua e non crede un po' là, confondendo il credere o il non credere col conoscere.
Ogni elemento del tutto è legato al tutto, e ne segue le stesse leggi universali perché il tutto è dato dalla somma delle sue parti, e l'equilibrio generale è il risultato in divenire della somma dei disequilibri particolari.
L'uomo, esclusi i pochi esseri che sono stati illuminati dall'Assoluto e, per questo, sono consapevoli delle leggi universali normative dell'esistenza, l'uomo, dicevo, si accontenta di poco, e in questa pochezza la sua intelligenza occupa il posto centrale.

martedì 12 maggio 2015

Guardando indietro ci si immagina il futuro

I ricordi ci allietano e ci perseguitano, e costituiscono la prova inconfutabile del nostro aver vissuto nello stesso implacabile istante, quello che si vive ogni secondo della nostra esistenza, e siamo sempre noi stessi, piazzati lì dal Fato, al centro delle cose che cambiano come cambiamo noi, pur restando sempre noi stessi. Un mistero difficile da sbrogliare, per chi si è lasciato convincere dalla scienza che l'intelligenza di ognuno sia nata casualmente dall'aggregarsi di materia, il cui inizio resta misterioso anche per la tanto celebrata scienza. Il poter salire sulla propria automobile per inquinare il pianeta ci pare essere ragione sufficiente per credere alle farneticazioni di chi, riuscendo a dar forma metallica ai propri sogni, si è arrogato il diritto di insegnare che tutto accada per caso, non importa se ogni cosa mostra di avere una causa. Ripercorrendo a ritroso gli effetti e le loro cause si finisce inevitabilmente col risalire alla prima delle cause, quella che non ha altre cause prima di essa, e non può averne perché la realtà non è un cerchio chiuso. Non ci sono cerchi che possano chiudersi realmente dove il movimento è legge universale. Ogni realtà manca la chiusura su di sé per sovrapporsi al proprio inizio spostata un po' più in là, generando così una spirale. Le orbite dei pianeti sembrano essere chiuse, ma poiché l'intero sistema solare si muove verso la costellazione di Orione, anche quelle orbite ellittiche sono delle spirali e nessun pianeta ripercorrerà la strada già fatta, come nessuna goccia d'acqua passerà dove è già passata.
Allo stesso modo delle vite che si succederanno per ognuno di noi, che avranno occasione d’essere in una dimensione diversa da quella umana già vissuta.
È una legge universale che riguarda anche ogni essere, eppure... eppure c'è qualche cosa in noi che ci dà la certezza di essere sempre noi stessi, in mezzo a tutte le nostre cellule che muoiono e rinascono, e che ci fa sentire quell'io che sappiamo di essere, unico e insostituibile, pregiata realtà che ospita la nostra un po’ meno pregevole intelligenza.
Ognuno si sente un "io", lo stesso "io" sentito da tutti, immerso nello stesso istante vissuto da tutti. 
Sarebbe una realtà contraddittoria se questo sentirsi lo stesso "io", diverso per ognuno ma identico in essenza, non fosse il riflesso dello stesso Sé, centrale e trascendente, che si esprime capovolgendo la propria unità nelle unicità che siamo, le quali danno modo alla molteplicità di essere. Ci sentiamo lo stesso e unico "io”… perché siamo tutti lo stesso e unico Sé assoluto che al centro di noi stessi testimonia la presenza del Mistero assoluto il Quale conosce ogni moto della nostra anima, dei nostri pensieri e delle nostre azioni. La coscienza individuale nasce dall'intelligenza che ci appartiene, ed è il riflesso microcosmico dell'Intelligenza universale e macrocosmica che gli uomini negano possa esserci… perché essa non è di nessuno. La negano perché non sanno concepire un'Intelligenza che sia la causa delle loro minuscole intelligenze, le stesse che stanno conducendo l’umanità all'estinzione della propria specie.

Amore disinteressato

Vivere in un paesino montano di centocinquanta anime, perlopiù fasciste o leghiste, è un'esperienza drammaticamente crudele che il Padreterno mi ha riservato, come fosse la ciliegina sulla torta della mia esistenza. Assisto, ogni volta stupefatto, alla capacità di sopravvivenza alla quale la vigliaccheria dà tanta importanza. Sopravvivere a spese della propria dignità su questi monti appare essere l'unica legge accettabile, e anche la caratura "morale" che spadroneggia senza i freni inibitori che risparmiano dalla vergogna. 
Una lunga fila di fiori di plastica, a ornamento del ricordo con cui i vivi premiano il suicidio di chi all'egoismo ha preferito il volo nel vuoto, dà mostra di sé sulla ringhiera del Ponte del Saltone. 
Fiori finti, come finta è la commozione di chi considera essere una debolezza il farsi assalire dall'amore disinteressato per le persone che soffrono.