domenica 17 novembre 2013

Cosa è un'idea

Inutile negarlo, tutte le concezioni umane nascono dalle idee che compaiono, più o meno improvvisamente oppure coltivate nel tempo, nella mente dell'uomo. Uomo che non ha alcuna idea di quale sia la fonte delle proprie idee. Lui semplicemente le pesca, o loro pescano lui sorprendendolo, da dove nessuno riesce a immaginare, o quasi, perché io so esattamente da dove esse zampillano, o quasi... La loro fonte è il Mistero assoluto, anche chiamato dall'umanità: "spirito". Lo spirito non è il fantasma di un defunto, quella è un'estensione laterale del termine usata perché caratterizzando un mistero, bene si adatta a indicare un altro mistero minore, come è quello rappresentato dal destino che le persone decedute vivranno (si fa per dire) dopo essere morte.
Per spirito si dovrà intendere proprio il Mistero, quando osservato attraverso le intenzioni che ha avuto quando ha generato l'esistenza. Essendo assoluto lo spirito non può essere definito in senso propositivo, perché ogni definizione corrisponderebbe a una restrizione che l'Assoluto non può avere. È per questo che ci si è rassegnati a dover ammettere di poterne parlare esclusivamente in termini negativi, perché l'unico modo di definirlo è nel dire ciò che lo spirito non è. In fondo l'uomo è abituato a questa cecità; chiama la matematica e la geometria "scienze esatte", pur sapendo che entrambe nascono dal Mistero. Il punto geometrico, analogamente all'unità matematica e all'istante temporale, rappresenta la nascita di un universo che da quel punto privo di estensione ha avvio, e si moltiplica per divisione nella molteplicità indefinita che è simile a un orizzonte che non si lascia afferrare. L'uomo usa il termine "spirito" per indicare un'intenzione, così una manifestazione di persone pacifiste è detto abbia uno spirito pacifico, mentre una guerra ne ha un altro in opposizione a quello. In realtà la cosa che è più vicina alla possibilità di descrivere cosa lo spirito sia è l'intelletto. Non quello individuale e umano, certo, ma quello dal quale quest'ultimo è stato generato: l'Intelligenza universale sovra-individuale. Un'Intelligenza è detta universale quando contiene tutto l'universo perché, essendo la sua causa prima, le è superiore, come è superiore ogni causa nei confronti degli effetti da essa determinati. Dunque l'intero universo che comprende tutto ciò che è esistente e manifestato, con tutte le possibilità di manifestazione che ancora non sono mature per essere, insieme alle sue possibilità di "Non manifestazione", costituisce il tessuto di una realtà che è stata ricamata dal Mistero ineffabile, il Quale si esprime attraverso l'Intelligenza universale, evidentemente intenzionata a dare la possibilità di raggiungere la perfezione delle proprie possibilità di essere a ogni componente che partecipa a questa imponente realtà universale, della quale siamo sì granelli di polvere, ma anche detentori di intelligenze individuali, il più delle volte solo potenziali, che devono crescere ognuna per via personale e unica, così da meritarsi il loro essere parte attiva dell'universo che le lascia libere di scegliere, per sé e anche per altre realtà diverse da sé.
Le idee quindi sono rappresentazioni individuali che hanno avuto avvio dal mistero che è in noi tanto quanto noi siamo in Lui, in dipendenza del punto di vista dal quale questa realtà è osservata. Un mistero individuale che è figlio, perché emanazione indifferenziata, del Mistero universale. È sempre un unico Mistero, unico perché assoluto e indiviso, ma che riflette se stesso negli indefiniti suoi raggi che si riflettono nei cristalli dei quali l'esistenza è composta. Ognuno attinge le proprie idee da questa mirabile e infinita fonte, ma le idee non sono infinite, perché l'ispirazione derivata dall'intuizione deve restringersi a misura di ciò che ognuno di noi è riuscito a essere, assumendo la forma che il restringimento della nostra qualità interiore ed esteriore impone. L'idea diviene, in questo modo, personale, nel suo allontanarsi dalla Verità di quel Centro che è identico per tutti. È per questo che nessuna idea può essere identificata alla Verità. È per questo che nessuna filosofia è in grado di centrare la Verità. L'unica conoscenza in grado di farlo non può essere una conoscenza a carattere individuale, ma deve essere universale allo stesso modo del Mistero che indaga. Il centro spirituale di ogni uomo è questa universalità, e quando un essere comunica consapevolmente con questa centralità non ha più idee personali, perché conosce l'universalità dei princìpi dai quali la realtà tutta prende avvio... per dirigersi verso la perfezione priva di estensione dalla quale tutto nasce, vortica e, infine, si rigenera in nuovi e diversi stati dell'essere. Questo fino a quando la perfezione non sarà conquistata per sempre, attraverso l'identificazione di sé col Mistero assoluto.

Quella appena illustrata non è un'idea, ma un frammento della metafisica universale che sa cosa un'idea è.

sabato 16 novembre 2013

L'Inconscio collettivo archetipico...

La Psicologia è una scienza che si occupa di indagare la sfera psichica delle persone, e le patologie che le sono annesse. Sfera psichica che comprende la dimensione emotiva e quella mentale che serve a decodificare le intuizioni che ha l'intelligenza di una persona. Come spesso accade, da una scienza che è più o meno esatta, la massa delle persone estrae esclusivamente il meno, per farlo proprio, così ci si può riempire la bocca di termini che non sono capiti dalla Psicologia esatta, figurarsi da quella approssimativa. Un esempio di questa riduzione di significato è dato dall'uso che è stato fatto del termine "Inconscio". In realtà ciò che è inconscio dovrebbe essere inconoscibile, almeno fino a quando esso non si trasferisca sul piano subcosciente prima, e cosciente poi. Le persone che di psicologia usano riempirsi la bocca e le tasche, addirittura utilizzano questa parola associandole un'altra particolare caratterizzazione, quella di "collettivo". Si ha, di conseguenza, l'inconscio collettivo, che in sé rappresenterebbe soltanto il fatto che una collettività non sa di cosa sta parlando. Se a "inconscio collettivo" si aggiunge "archetipico", si ottiene "Inconscio collettivo archetipico" che sta a significare che l'umanità è incapace, da quando essa esiste, di comprendere la simbologia che suggerisce all'umanità di essere una specie che non solo non capisce un cazzo, ma che di quel non comprendere intende anche essere maestra.

venerdì 15 novembre 2013

Una questione di rispetto reciproco dovuto

Il credente non deve biasimare chi non crede, né il non credente può deprecare chi ha fede, e questo perché entrambi non sanno cosa sia il conoscere.

La perfezione dell'amore

Le cose fatte con amore si distinguono per la loro accuratezza, gli atti d'amore per la delicatezza e la dedizione all'altro per l'amorevole rispetto che si nutre verso una persona che ha necessità di essere aiutata.

Allo specchio del Sé universale

La menzogna è una verità capovolta e come la verità ama le altre verità, la falsità chiama a sé altre falsità, obbligando a mentire di continuo per coprire le bugie dette. La verità si circonda di altre verità perché non è costretta a mentire, e inversamente la menzogna si circonda di altre menzogne perché è costretta a mentire. Ancora una volta si mostra l'analogia inversa che lega tutte le opposizioni sotto la verità dello stesso cielo. Ciò che è sotto è come ciò che è sopra, ma capovolto, e tutto quello che vale per l'uno vale anche per l'altro, ma sempre capovolto.
La stessa morte è il riflesso della vita che si guarda allo specchio, così come l'egoismo è il capovolgimento dell'altruismo spirituale disposto al sacrificio di sé. Sacrificio che nasce dal sacro al quale dobbiamo il nostro esserci, e verso il quale abbiamo tutti un debito che solo il sapersi sacrificare consente di appianare, restituendo l'equilibrio perduto attraverso la manifestazione di sé.

giovedì 14 novembre 2013

Gustibus

Mi piace il silenzio attraverso il quale chi sa parla con gli occhi, chi non sa tace con la bocca e chi sa poco chiede con le orecchie


Masticando la vita


Strano che l'esistenza sia la realtà meno compresa, nelle sue essenziali ragioni di essere e, nel contempo, sia anche la più conosciuta perché vissuta tanto intensamente... Forse dipende dal fatto che quando si mastica a lungo lo stesso frutto, ci si abitua al suo sapore e non lo si apprezza più.

Schegge impazzite

Le schegge sono impazzite solo quando accettano la pazzia

Sarebbe insensato affermare che le schegge di una bomba esplosa seguano direzioni casuali, nel loro obbedire alle leggi determinate dall'esplosione, leggi fisiche che regolano la direzione nella quale ogni scheggia percorre lo spazio risultante dall'equilibrio delle linee di forza intrecciate dall'esplosione. C'è una sostanziale differenza tra casuale e accidentale: casuale significa non obbedire ad alcuna legge diversa dall'assenza di leggi, mentre accidentale indica lo scontrarsi imponderabile di eventi che seguono, ciascuno a suo modo, le proprie leggi. La vita non è diversa da un'esplosione, tranne nel fatto che la scheggia siamo noi, e la nostra volontà è il freno che può arrestare la smania di distruzione.

mercoledì 13 novembre 2013

Pura logica

Che ogni vita conduca verso l'ineluttabilità della morte indica che il caso è soltanto il nome dato a ragioni che non si conoscono, altrimenti ci sarebbe qualche sfortunato che vivrebbe per sempre...

martedì 12 novembre 2013

Umiltà intelligente

L'unica umiltà intelligente è quella che ha chi, essendo una persona luminosa, sa che la propria luce può accecare chi non è in grado di guardarla.

lunedì 11 novembre 2013

Veglia e sogno

La realtà della veglia influenza il sognare, e quest'ultimo influenza, a propria volta, lo stato di veglia; ognuna di queste dimensioni, nelle quali la coscienza individuale si esprime, hanno solo una vaga idea sul peso dell'influenza che ha l'attività dell'altra dimensione, ma entrambe ignorano la realtà spirituale che costituisce la loro ragione d'essere e la loro finalità. Quando veglia e sogno conoscono la loro ragione essenziale d'essere divengono consapevoli delle paure e dei desideri ai quali obbedisce chi sogna da sveglio e dorme quando sogna.

Verità e bugie


La verità è sempre preferibile alle bugie, tranne quando la bugia concede il tempo necessario per essere pronti ad affrontare la verità.

Consapevoli di essere

La verità esige chiarezza, ma la chiarezza porta con sé la sofferenza data dal dover essere disposti a perderci nella relazione che si ha col mondo esterno a sé, con le altre persone quindi. Dire la verità di ciò che si pensa isola dal mondo, cancella gli affetti e complica un'esistenza che è di suo già molto difficile da vivere. Eppure... eppure è proprio la possibilità di onorare la verità, che rende la vita degna di essere vissuta. Che magnifica trappola è l'esistenza, una trappola che rende degli imbecilli consapevoli di esserlo.

I piccoli e impercettibili segni che disegnano le relazioni umane

Molto spesso le persone esprimono giudizi su altre persone attraverso piccoli segni, perché il parlare chiaro impegna conseguenze che sarebbe meglio evitare. Sono segni ai quali in genere si dà scarsa importanza, perché il loro essere piccoli li rende, agli occhi dei più, inaffidabili. Invece è a questi segni che l'attenzione deve rivolgersi, quando si voglia denudare una situazione complessa nella quale la chiarezza è l'ultima delle necessità.

Umiltà

Dalla mia wikipedia personale: 

Umiltà

L'umiltà è la disposizione che ha l'intelligenza quando non ama la stupidità di un'esposizione di sé che ha per fine la magnificazione di ciò che si è, ma può anche essere il modo di nascondere quello che si è veramente... in entrambe le eventualità date dall'essere buone o cattive persone.
La vera umiltà è quella che hanno i fiori, i quali sanno mostrare la verità di ciò che sono senza mai esagerare.